La Direttiva Europea sulle Performance Energetiche degli Edifici (EPBD IV - Direttiva UE 2024/1275, nota comunemente come "Case Green") delinea la traiettoria di decarbonizzazione del parco immobiliare europeo fino al 2050. Il testo definitivo approvato dalle istituzioni UE ha superato le bozze iniziali: non prevede più l'obbligo generalizzato di classe E al 2030 o classe D al 2033 per i singoli appartamenti, ma introduce obiettivi vincolanti di riduzione media dei consumi per gli Stati membri e specifiche tutele per l'edilizia storica.
Scadenze chiave e Roadmap Ufficiale EPBD (UE 2024/1275)
La Roadmap Europea EPBD (Direttiva UE 2024/1275)
A differenza di quanto erroneamente circolato nelle prime fasi di discussione, la direttiva europea definitiva non impone divieti immediati di compravendita o locazione per gli immobili in classe F o G. Gli Stati membri, con scadenza di recepimento al 29 maggio 2026, devono definire i piani nazionali di ristrutturazione edilizia per traguardare gli obiettivi:
- Settore Residenziale: Riduzione del consumo medio di energia primaria di almeno il 16% entro il 2030 e del 20-22% entro il 2035. Almeno il 55% di questo risparmio dovrà essere ottenuto attraverso la riqualificazione del 43% degli edifici residenziali con le prestazioni peggiori.
- Edifici Non Residenziali: Standard minimi di prestazione (MEPS) con obbligo di riqualificare il 16% degli edifici più energivori entro il 2030 e il 26% entro il 2033.
- Stop agli incentivi per caldaie fossili (dal 2025): Esclusione delle agevolazioni fiscali per l'installazione di generatori alimentati unicamente a combustibili fossili.
- Edifici a Emissioni Zero (ZEB): Obbligatori per le nuove costruzioni dal 2030 (dal 2028 per gli edifici pubblici).
- Deroghe per Edilizia Storica: Gli edifici tutelati e vincolati dalle Belle Arti (come molti palazzi asburgici di Trieste) e le seconde case utilizzate per meno di 4 mesi all'anno possono essere esentati dagli obblighi.
Impatto sul mercato immobiliare (Il contesto di Trieste)
Le statistiche sono allarmanti: oltre il 60% del parco residenziale italiano ricade attualmente nelle classi energetiche più basse (F e G). Trieste, caratterizzata da un altissimo numero di palazzi storici asburgici e stabili d'epoca sprovvisti di coibentazione, rientra in pieno in questa statistica.
Nel Nord-Est, compresa la fascia costiera e carsica di Trieste, si nota già un fenomeno di "Buy-to-Refurbish": investitori che acquistano immobili vetusti a prezzi scontati per ristrutturarli e riposizionarli sul mercato con classi energetiche a norma, anticipando le eventuali future imposizioni fiscali (come l'ETS2) sui costi del riscaldamento.